Tutti i modi per mantenere e restituire giovinezza al viso
Dott. Andrea Paolorosso
 

Le età del viso

 
 

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NELLA NOTTE DEI TEMPI

La cosmesi moderna è nata in Oriente, dove si mescolava a pratiche religiose o magiche: già allora la medicina andava di pari passo con le pratiche di abbellimento e ringiovanimento. L’India, la Cina, l’Egitto, la Persia sono le culle da cui le pratiche igieniche e cosmetiche si sono diffuse in tutto il mondo, ivi comprese le sofisticate tecniche di massaggio e digitopressione terapeutiche.
I sacerdoti egizi hanno toccato un punto luminosissimo in questo senso; conoscevano perfettamente i vantaggi arrecati da estratti vegetali e minerali (resine, oli, profumi) alla pelle  ed i loro trattati conservano ancor oggi un interesse scientifico ampio.
Da quel che si vede nei reperti archeologici le donne egizie non avevano nulla da invidiare a quelle del duemila: palpebre tinte con polvere di malachite, khol come eye-liner, hennè per capelli ed unghie, depilazioni con pietra pomice ed ancora massaggi eseguiti da schiavi, trattamenti peeling con acidi leggeri, miele e propoli, cera d’api, ecc. Furono poi i Fenici, grandi navigatori, a far conoscere l’arte egizia ai Greci. Quando Roma conquistò la Grecia nel I secolo a.c., l’amore tipicamente pagano del corpo si intrecciò a motivi più propriamente igienici. La pelle cominciò allora ad essere considerata non soltanto dal punto di vista edonistico, ma anche come importante protezione nei confronti di agenti esterni. Galeno, un medico greco trasferitosi a Roma, inventò la prima crema vera e propria, superando la pesantezza dei tradizionali unguenti: la sua crema corrisponde in tutto e per tutto alle attuali cold cream. Roma così vide un fiorire di trattamenti, i bagni con latte d’asina, peeling al viso con l’acido tartarico estratto dal mosto di vino (acido analogo al recentissimo glicolico) ed anche l’esplosione delle terme e dei bagni.
Non soltanto nelle società più avanzate la cura della bellezza era importante: i Romani mutuarono molti usi anche dai Galli e dai Germani, persino dalle popolazioni barbare.
Il Medio evo fu un grande periodo di involuzione, ma poi furono gli Arabi a tenere alto il vessillo delle arti, delle scienze e delle usanze igienico-estetiche: ancora oggi molte scoperte della grande civiltà araba vengono usate, per esempio l’estrazione dei profumi, l’uso dell’alcool, la distillazione.
Spesso però la cosmetica e gli interessi estetici rientrarono nell’alveo delle pratiche magiche o propiziatorie: ancora alla fine del ‘700 una legge inglese condannava come strega chi si tingeva o profumava i capelli!
Solo a partire dall’Ottocento la bellezza diviene campo specifico di ricerca scientifica e dell’attività di specialisti (chimici, farmacologi, dermatologi, chirurghi, erboristi); da allora salute, igiene e bellezza non possono più essere tenute separate; tutti gli interventi non solo debbono mascherare le imperfezioni, ma anche prevenirle e curarne le cause.

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